C'è un'obiezione che gira da un paio di secoli, e vale la pena affrontarla subito invece di far finta che non esista. La fede, dicono i suoi critici più onesti, sarebbe una scommessa sul nulla, un salto che si fa proprio perché la ragione non arriva fin lì. Se hai bisogno di credere senza prove, è perché le prove non ci sono. È un'obiezione seria, e liquidarla con una battuta sarebbe disonesto.
Ma è anche un'obiezione che nasce da un fraintendimento preciso: pensare che fede e ragione giochino sullo stesso campo, in competizione per lo stesso pallone. Non è così, e non lo è mai stato nella tradizione cattolica seria. San Tommaso non ha mai chiesto alla ragione di dimostrare tutto. Le ha chiesto di dimostrare quel poco che si può dimostrare, l'esistenza di Dio, non la Trinità, e ha lasciato alla fede il resto: verità che la ragione da sola non potrà mai raggiungere, ma nemmeno contraddire.
Qui dentro trovi gli approfondimenti dedicati a questo nucleo: le cinque vie spiegate una per una, il realismo tomista contro il nominalismo che ha avvelenato mezzo pensiero moderno, e la scolastica come metodo di lavoro rigoroso, non come epoca da museo. Gli ultimi due sono ancora in lavorazione.